2015-03 Visual Penny Black – Milano

2015 – Progetto di Negozio Commerciale PENNIBLACK, a Milano.

L’attore principale della trasformazione visual del negozio di abbigliamento è in questo caso l’ideazione e creazione di manichini in fil di ferro.

Una realizzazione che è più vicina ad opere d’arte che ad un allestimento Reatil, ma qui c’è il passaggio innovativo, la svolta in cui l’emotività del design prende il sopravvento, fin nei minimi particolari.

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Il progetto si distingue per la sua idea di leggerezza ed eleganza, attribuendo un’immagine del tutto nuova e inedita allo spazio-vetrina, lasciando invariata, contemporaneamente, la distribuzione interna degli elementi d’arredo.

Il focus del progetto è costituito dalla presenza di strutture filiformi, tridimensionali, leggere, frutto di intrecci di fil di ferro, pendinate alla struttura dei controsoffitti. Delle vere e proprie sculture, dalle proporzioni umane, sospese nello spazio.

Il tema che ha generato questa idea progettuale si riconduce alla sfera intima e personale del mondo  femminile. Infatti le esili e tortuose strutture, che si elevano verso l’alto gravitando in sospensione, sembrano rappresentare proprio le anime degli stessi  manichini, ora ancora più enfatizzati nel valorizzare gli abiti che indossano.

Queste sculture, che fluttuano leggere in torsioni ardite, mantengono corrette le proporzioni dell’anatomia umana.

La scelta del materiale che le compone è stata fatta per permettere a queste figure, dalle sembianze umane, di rimanere semitrasparenti, per far percepire la bellezza della spazialità e far intravedere le stampe applicate sul fondo.

Il doppio volume del negozio rimane inalterato, cosicché il vuoto che si viene a creare tra i manichini e le loro “anime” diventa l’elemento narrante dello spazio. Si percepisce così, allo stesso tempo, tensione unitamente a un grande senso di libertà.

Le strutture vengono composte artigianalmente grazie soltanto ad un semplice intreccio di fili di ferro, senza particolari e precise geometrie, ma privilegiando il senso apparentemente casuale dell’andamento del materiale che le compone. Il risultato di questo gioco armonioso è emozionante, quasi teatrale: le figure dai tratti femminili sono eleganti, sinuose e flessibili, la cui lettura viene percepita ad una distanza che va da almeno 2/3 mt a 30/40 mt. L’allestimento è pensato per poter essere osservato sia per chi si trova all’interno del negozio alzando gli occhi verso l’alto, ma sopratutto dall’esterno e anche da molto lontano. Questo permette una visibilità delle vetrine che focalizzano l’attenzione dei passanti anche nelle fasce d’orario serali quando il negozio rimane chiuso.

La luce verrà condotta da riflettori che saranno sostenuti dalle strutture in fil di ferro. Grazie ad un abile gioco di luci, fasci luminosi che si intrecceranno tra di loro, si rifletteranno sulle figure stesse e illumineranno così gli abiti dall’alto. L’obiettivo di questo espediente è quello di valorizzare l’abito esposto come una rappresentazione museale assolutamente esclusiva, in modo creativo e suggestivo.

Queste singolari opere scultoree, mai utilizzate prima in allestimento, saranno realizzate a misura su nostro disegno, e Il punto di forza del progetto è caratterizzato proprio dalla grande capacità attrattiva che riusciranno a narrare, in grado di calamitare a sè l’attenzione di ogni passante.

Allo stesso tempo servono come strutture di sostegno per nuovi corpi illuminanti puntiformi. I fili di alimentazioni dei riflettori a vapore di mercurio si mescoleranno con i fili di ferro senza soluzione di discontinuità, fili elettrici e fili di ferro avranno stessa consistenza, stessa sezione e stesso colore.

I riflettori che andranno a proiettare la luce sui manichini focalizzeranno l’attenzione del visitatore verso gli abiti esposti nella parte inferiore della vetrina.

Le vetrine dunque, intese come pannelli espositivi tridimensionali, saranno lo scenario in cui gli abiti e gli accessori esposti Pennyblack saranno i protagonisti indiscussi.

Il banner di comunicazione sul fondo (una stampa laser in prestampato) prevede la rappresentazione stilizzata del volto di una donna. La grafica di questa gigantografia riprende lo stile delle strutture pendinate, dove l’insieme di segni apparentemente astratti si compone in modo tale da generare una figura dalle sembianze umane.

I colori scelti per il progetto sono fedeli a quelli che si possono visualizzare nelle immagini allegate: il bianco per le opere murarie e il nero antracite dei fili di ferro per le opere scultoree creeranno un contrasto cromatico di forte impatto.

Le trame grafiche applicate sui pannelli a parete a tutta altezza saranno contraddistinti, allo stesso modo, dal medesimo motivo chiaroscurale del bianco e del nero.

 

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